martedì 11 ottobre 2011

... E POI DICONO CHE LA VITA AL NORD E' PIU' CARA

PROVATE A FARE IL CONFRONTO CON UNA QUALSIASI ASSICURAZIONE ON LINE MANTENENDO GLI STESSI PARAMETRI E CAMBIANDO SOLO LA RESIDENZA... AZZ CHE BELLA SORPRESA...IL CONFRONTO IO L'HO FATTO CON UNA UTILITARIA PIUTTOSTO COMUNE UNA FORD FIESTA 1.4 TDCI 70 CV . GUARDATE CHE PICCOLA DIFFERENZA CHE HO RISCONTRATO

REGGIO CALABRIA PREMIO ANNUALE EURO 1.732,65

MILANO PREMIO ANNUALE                  EURO    695,46

CI SONO "SOLTANTO" 1.037,19 EURO DI DIFFERENZA..... SI MA LA VITA AL NORD E' PIU' CARA... E COME SE NON BASTASSE DEVO ANCHE SENTIRE QUELL' INCERVELLATO DI BOSSI SPARARE CAZZATE A RAFFICA

venerdì 30 settembre 2011

SIAMO UOMINI O CAPORALI ????


Siamo "uomini o caporali" ? Equivale a dire siamo"prevaricatori o prevaricati"? Ogni cosa ed ogni situazione presente in questo mondo ha inevitabilmente due lati uniti ed indivisibili. Esiste l'uomo, e nello stesso spazio-tempo esiste il caporale,esiste il prevaricatore e nello stesso spazio-tempo il prevaricato.Riflettiamo.Chi di noi puo' affermare con assoluta certezza  di non essere mai stato un prevaricatore ? e allo stesso modo chi non e' mai stato prevaricato ? Credo che nessuno di noi ,dopo un attento e profondo esame di coscienza, possa con assoluta convinzione affermare di essere l'uno o l'altro.Siamo tutti entrambi i lati della medaglia. L'essere prevaricatore e' insito nell'uomo,e' nella sua natura nel suo dna,e' un istinto primordiale nato con lui che inevitabilmente trasmette da generazione in generazione. La questione e' che purtroppo molte persone non riescono con l'intelligenza a dominare questo istinto primordiale anzi, ne fanno con orgoglio, una caratteristica principale del loro essere.
Il tipico prevaricatore ritiene di essere migliore degli altri o perchè occupa una posizione di rilievo, o piu’semplicemente perche’ essendo meno intelligente e preparato tende a sopraffare gli altri imponendo  il proprio pensiero con la forza o alzando la voce. Il prevaricatore è colui che continuamente ribadisce al mondo che lo circonda i suoi titoli vantandosi del suo fare e nel contempo sminuisce,osteggia e denigra l’operato degli altri. Parla quasi sempre di se in terza persona  lodando continuamente il proprio operato. Ha sempre pronto nel taschino qualche nome o qualche giustificazione a cui addossare le responsabilita’ per i suoi errori ed insuccessi che prontamente tira fuori ogni qual volta viene criticato. Durante le conversazioni non fa altro che parlare di sé e far sentire la sua voce; il pronome che più pronuncia è “Io”. Continuamente parla di tutto ciò che riconduce al proprio sé, e’ sempre concentrato sulla sua persona. Ad ogni obiezione, gesticola,s’agita e si altera in maniera esponenziale. Quando qualcuno avanza delle obiezioni, comincia a denigrarlo, poi tenta di umiliarlo e di annichilirlo alzando il tono della voce. Nel prevaricare gli altri prova un piacere orgasmico che lo manda letteralmente in estasi. Non sopporta d’essere criticato. Le sue idee sono le migliori, non si discutono, si accettano e basta. Odia,ma questo riesce a celarlo molto bene, tutto ciò che è diverso dal suo mondo,si sente vittima di cospirazioni e non si fida di nessuno. Per lui,tutti quelli che la pensano diversamente sono voltagabbana o traditori  e devono essere messi alla gogna. La sua ambizione massima nella vita e’ il raggiungimento di un posto di potere dal quale poter sottomettere alla propria volonta’ il maggior numero di persone. Sentirsi forte, potente attraverso la vessazione ed il dominio sugli altri per lui e’ l’unico modo per sentirsi affermato e realizzato. Infine ritengo che prevaricatori lo siamo un po’ tutti quando, per stupidita’ ed eccesso di tolleranza offendiamo la nostra intelligenza, continuando nonostante tutto, ad ascoltare e dare importanza a chi ha questo modo di rapportarsi con gli altri.Percio' la prossima volta che per la tua strada incontrerai un caporale, comportati da uomo, non ti curar di lui ma guarda e passa.

martedì 27 settembre 2011

MA CON LA COSTITUZIONE ITALIANA CHE FACCIAMO... ???? La usiamo in assenza di carta igienica ?????

La casta vuole soffocare la libertà su internet: nel Ddl Alfano sulle intercettazioni il comma ammazza-blog

Berlusconi ha deciso di accellerare l'approvazione del ddl sulle intercettazioni, per bloccare la pubblicazione delle parti più scottanti dei suoi colloqui telefonici con Lavitola, Tarantini e gli altri suoi procacciatori di affari, prostitute e minorenni.
Nel fascicolo aperto dalla Procura di Napioli infatti queste frasi sono segretate e coperte da OMISSIS.
All'interno del disegno di legge, c'è anche di peggio: rispunta ancora una volta il famigerato comma "ammazza-blog"

La norma prevede che ogni gestore di “sito informatico” ha l’obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c’è possibilità di replica, l'eventuale rifiuto comporta il pagamento di una multa di 12000 euro.
Non è necessario dimostrare la fondatezza della richiesta di rettifica: sarà sufficiente la semplice comunicazione all'amministratore del blog o del sito affinchè questi siano obbligati alla rettifica.  
Si tratta, è evidente, di un vero e proprio attacco alla libertà di espressione sul web, l'ultimo spazio dove i semplici cittadini possono esercitare ir proprio diritto di parola.
Il giorno seguente l'approvazione della legge Alfano, questa pagina verrà cancellata.
 
L'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA TESTUALMENTE RECITA
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »
 

Puo' anche essere che un giorno per colpa di qualche stronzo io Rocco De Pietro non possa piu' esprimere i miei pensieri liberamente attraverso un blog. Poco male. Quel giorno io cambiero' il mio nome ma non cambiero' mai i miei pensieri.

venerdì 16 settembre 2011

IL PAVONE E LA GRU

"Perché a nessuno venga voglia di farsi bello con i beni altrui, ma piuttosto si contenti di vivere nei propri panni"

C'era una volta un pavone vanitosissimo. Si gloriava con tutti per le sue belle piume. Quando vedeva una pozzanghera, si fermava a guardare la sua immagine riflessa nell'acqua.
"Guardate la mia coda" gracchiava. "Ammirate che colori meravigliosi hanno le mie piume. Come sono bello! Sono senz'altro l'uccello più bello del mondo..."
Apriva la coda in un grande ventaglio e rimaneva immobile, in attesa che qualcuno arrivasse e lo ammirasse. Gli altri uccelli cominciarono a stancarsi di tutte queste vanterie e studiarono un modo per far abbassare la cresta all'orgoglioso pavone. L'idea venne alla gru.
"Lasciate fare a me" disse agli altri, "farò fare a quel vanitoso la figura dello sciocco.
Una bella mattina la gru andò a passeggio dov'era il pavone, che come al solito si stava lisciando le penne e si pavoneggiava.
"Guarda come sono bello! " esclamò. "Tu invece, cara gru, sei pallida, senza colori. Perché non cerchi di ravvivarti un po'?"
"Può darsi che le tue piume siano più belle delle mie" rispose con calma la gru, "ma mi sono accorta che tu non puoi volare. Le tue bellissime piume non sono forti abbastanza per permetterti di sollevarti in aria. Io sono senza colori, ma le mie ali mi portano in alto nel cielo!"
-- Esopo

martedì 30 agosto 2011

UN PAESE IN BIANCO E NERO O A COLORI ??


Avete mai provato a guardare oltre quello che siete abituati a vedere tutti i giorni ?? Intendo, avete mai provato a soffermarvi per una qualsiasi strada di Melito e guardare attorno ?? Provate a farlo e vi accorgerete che il colore dominante che vi circonda e’ il grigio. Il grigio dell’intonaco che ricopre la stragrande maggioranza dei fabbricati. Non importa che siano ville ,palazzi o semplici appartamenti al piano terra sono quasi tutti inesorabilmente grigi. Nella psicologia dei colori Il grigio ha il seguente significato oggettivo ” Simboleggia la depressione, l'umiltà. Indossato pone una barriera tra sé e gli altri”.
Nel 1862 in una sua celebre opera Ludwig Feuerbach sosteneva che noi “Siamo quello che mangiamo” . Forse puo’ sembrare un po’ eccessivo, ma è innegabile che se siamo è perché mangiamo. Oggi pero’, a distanza di 150 anni, sappiamo anche che per sentirci completamente soddisfatti abbiamo esigenza di nutrire anche la mente. Al cervello non basta il senso di sazieta’ derivante dal gusto di una bella scorpacciata ma ha assolutamente bisogno di alimentarsi anche con gli altri quattro sensi. La vista,l’udito,l’olfatto ed il tatto. E’ grazie a tutti e cinque i sensi che l’uomo puo’ apprezzare il mondo che lo circonda. Ed e’ grazie alla piena soddisfazione di tutti che l’uomo si sente totalmente appagato. Ora avete mai pensato a come ci sentiremmo se tutti i giorni fossimo costretti a mangiare la stessa cosa ??,ad ascoltare sempre la stessa musica ??,ad annusare lo stesso profumo ?? o a toccare sempre lo stesso oggetto?? Sicuramente non saremmo allegri,disponibili e cordiali ma schivi,apatici e menefreghisti  perdendo interesse  per il mondo che ci circonda. Potrebbe essere la stessa cosa per la vista?? Se tutti i giorni uscendo di casa siamo costretti a vedere lo stesso colore (il grigio) e’ possibile che ci faccia lo stesso effetto?? E’ possibile che psicologicamente veniamo condizionati da questo colore ?? Io credo di si. Se siamo quello che mangiamo e la vista e’ un nutrimento per la mente noi siamo grigi quindi poco allegri. A tal proposito ho inserito una fotografia di Portofino in originale ed una modificata per capire, guardandole entrambe, le sensazioni che suscitano.




E’ innegabile che la fotografia di sinistra mette allegria e gioia di vivere,mentre quella di destra sicuramente infonde tristezza e malinconia. Noi viviamo nel mondo di destra. Certamente questo mio ragionamento non ha la pretesa di essere ne’ un trattato di psicologia comportamentale ne’ tantomeno una verita’ assoluta sul nostro essere cittadini Melitesi ma piuttosto una considerazione su come potrebbe essere Melito ed i cittadini Melitesi se tutte la facciate fossero rifinite e colorate anziche’ grigie. Spero soltanto che un giorno i nostri figli non debbano piu’ vivere in un paese in bianco e nero ma in uno a colori e per questo, non siano costretti ad emigrare.

domenica 28 agosto 2011

E LE CHIAMANO SAGRE !!


L'estate sta per finire e con essa anche il grande circo delle sagre che, come ogni anno, caratterizzano il nostro territorio. Ma cosa e’ una sagra ? a cosa serve realmente?. Lo scopo primario delle sagre in genere e’ quello di creare un momento di socializzazione che attraverso la degustazione di cibi locali e genuini tende a riscoprire la cultura locale. Personalmente non ho nulla contro il proliferare di tali manifestazioni anzi ben vengano, purche’ siano sagre vere e non improvvisate da personaggi rabberciati che le organizzano per il loro tornaconto. La questione e’ che purtroppo molte delle sagre che si svolgono nel nostro comprensorio durante le serate estive tutto sono tranne che vere e proprie sagre. Gli scopi di tali manifestazioni sono quello di far cassa (molto spesso esentasse) e quello di vetrina/passerella per molti organizzatori. Spesso vengono proposti, a turisti e residenti, prodotti comuni  di bassa qualita’ senza alcun controllo igienico sanitario, che nulla hanno a che vedere con l’identita’ del luogo ne’ rappresentano la cultura storico gastronomica. Hanno sempre piu’ le sembianze di un catering di bassa qualita’ all’aperto dove, con qualche euro, si ha la possibilta’ di cenare con buona pace dei ristoratori del luogo. Oltre a proporre alimenti rappresentativi del territorio,una vera sagra,per definirsi tale,deve anche offrire una serie di eventi ricreativi e culturali finalizzati ad illustrare ed esaltare la bonta’ dei prodotti offerti. Ad esempio, organizzare delle bancarelle approssimative per vendere pizza e patatine fritte con la somministrazione di birra in lattina o bottiglia con l’intrattenimento di un qualsiasi cantante o comico non puo’ essere considerata una sagra ma piuttosto una festa in piazza e come tale deve essere regolamentata. L’evento sagra, essendo rappresentativo della cultura popolare deve necessariamente essere distintivo e caratteristico. Le pseudo sagre improvvisate organizzate a proprio uso e consumo,oltre ad essere un pericolo dal punto di vista alimentare, vista l’assoluta assenza di controlli igienico sanitari, sono anche un grave danno per  l’immagine del territorio che le organizza perche’ proiettano all’esterno un’immagine distorta degli usi e dei costumi senza peraltro creare alcun interesse gastronomico turistico. Le amministrazioni che autorizzano e spesso sovvenzionano tali manifestazioni, dovrebbero istituire un codice etico/organizzativo per regolamentare il proliferare di tali eventi e farsi garanti della qualita’ e igienicita’ dei prodotti distribuiti.

sabato 27 agosto 2011

MA CHE PAESE CIVILE E' QUESTO ??

I turisti,molto pochi a dire il vero, che hanno frequentato Melito quest'estate hanno avuto senz'altro modo di imbattersi con Pietro. Un'omino gracile,malconcio e sporco da far paura che con la sua bicicletta spinta a braccia,armato di buste di plastica e sacchi,gira ininterrotamente per tutto il paese raccogliendo carte ed immondizia dalle strade. La notte,sia d'estate che d'inverno, capita spesso di vederlo dormire a terra nei marciapiedi o in qualche anfratto di case e baracche abbandonate. E' chiaramente una persona malata che ha bisogno di assistenza e di cure specifiche alle quali di sua spontanea volonta' non si sottoporra mai.L'articolo 32 della Costituzione Italiana testualmente riporta : "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Senza ombra di dubbio il fatto che nessuno possa essere obbligato a un determinato trattamento sanitario fa riferimento a persone mentalmente sane in grado di intendere e volere. Pietro invece e' malato e non e' in grado di intendere e volere. Quale e' il termometro che misura il grado di civilta' di un paese? e' forse il numero di spettacoli piu' o meno gratuiti (si fa per dire) offerti al cittadino? O forse si misura con gli abiti firmati, le auto lusso, le barche ed il numero di fuochi artificiali sparati ad ogni minima occasione ?. Bhe, io credo proprio di no. Credo che una societa' per definirsi civile e culturalmente padrona del proprio tempo debba necessariamente, in maniera prioritaria, rivolgere lo sguardo alle esigenze elementari dei propri cittadini. Noi tutti, persone normali con famiglie normali che viviamo la quotidianita' si con mille problemi, ma senza particolari patemi di sopravvivenza, riusciamo ad indignarci se ad un certo orario manca l'acqua e non riusciamo a fare la doccia, salvo poi,incontrare per strada Pietro e guardarlo schifati come se la colpa del suo essere fosse sua e non di chi dovrebbe provvedere.