Avete mai provato a guardare oltre quello che siete abituati a vedere tutti i giorni ?? Intendo, avete mai provato a soffermarvi per una qualsiasi strada di Melito e guardare attorno ?? Provate a farlo e vi accorgerete che il colore dominante che vi circonda e’ il grigio. Il grigio dell’intonaco che ricopre la stragrande maggioranza dei fabbricati. Non importa che siano ville ,palazzi o semplici appartamenti al piano terra sono quasi tutti inesorabilmente grigi. Nella psicologia dei colori Il grigio ha il seguente significato oggettivo ” Simboleggia la depressione, l'umiltà. Indossato pone una barriera tra sé e gli altri”.
Nel 1862 in una sua celebre opera Ludwig Feuerbach sosteneva che noi “Siamo quello che mangiamo” . Forse puo’ sembrare un po’ eccessivo, ma è innegabile che se siamo è perché mangiamo. Oggi pero’, a distanza di 150 anni, sappiamo anche che per sentirci completamente soddisfatti abbiamo esigenza di nutrire anche la mente. Al cervello non basta il senso di sazieta’ derivante dal gusto di una bella scorpacciata ma ha assolutamente bisogno di alimentarsi anche con gli altri quattro sensi. La vista,l’udito,l’olfatto ed il tatto. E’ grazie a tutti e cinque i sensi che l’uomo puo’ apprezzare il mondo che lo circonda. Ed e’ grazie alla piena soddisfazione di tutti che l’uomo si sente totalmente appagato. Ora avete mai pensato a come ci sentiremmo se tutti i giorni fossimo costretti a mangiare la stessa cosa ??,ad ascoltare sempre la stessa musica ??,ad annusare lo stesso profumo ?? o a toccare sempre lo stesso oggetto?? Sicuramente non saremmo allegri,disponibili e cordiali ma schivi,apatici e menefreghisti perdendo interesse per il mondo che ci circonda. Potrebbe essere la stessa cosa per la vista?? Se tutti i giorni uscendo di casa siamo costretti a vedere lo stesso colore (il grigio) e’ possibile che ci faccia lo stesso effetto?? E’ possibile che psicologicamente veniamo condizionati da questo colore ?? Io credo di si. Se siamo quello che mangiamo e la vista e’ un nutrimento per la mente noi siamo grigi quindi poco allegri. A tal proposito ho inserito una fotografia di Portofino in originale ed una modificata per capire, guardandole entrambe, le sensazioni che suscitano.

E’ innegabile che la fotografia di sinistra mette allegria e gioia di vivere,mentre quella di destra sicuramente infonde tristezza e malinconia. Noi viviamo nel mondo di destra. Certamente questo mio ragionamento non ha la pretesa di essere ne’ un trattato di psicologia comportamentale ne’ tantomeno una verita’ assoluta sul nostro essere cittadini Melitesi ma piuttosto una considerazione su come potrebbe essere Melito ed i cittadini Melitesi se tutte la facciate fossero rifinite e colorate anziche’ grigie. Spero soltanto che un giorno i nostri figli non debbano piu’ vivere in un paese in bianco e nero ma in uno a colori e per questo, non siano costretti ad emigrare.

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